NEI PRIMI SECOLI DEL CRISTIANESIMO

Gli antichi Greci e Romani chiamavano necropoli, cioè “città dei morti” il luogo dove seppellivano i loro morti. I primi cristiani, invece, fin dagli inizi del Cristianesimo, non chiamavano più quel luogo necropoli, ma cimitero, dal greco “koimeteri”, che significa “dormitorio”. Era un atto di fede nell ‘immortalità dell’anima.

I pagani antichi avevano una certa idea della sopravvivenza delle anime, ma le immaginavano come “larve”, cioè “ombre” o “fantasmi”, che abitavano gli “inferi”, cioè le parti inferiori della terra (nella religione cristiana poi inferi, o inferno, è passato a significare il luogo di coloro che muoiono in disgrazia di Dio: con il suo primo significato la parola rimane nel “Credo”).

Le catacombe, dal greco-latino “katacumba”, che significa “cavità sotterranea”, erano un complesso cimiteriale sotterraneo dei primi cristiani i quali, durante le persecuzioni, oltre che a seppellirvi i loro morti, vi celebravano, lontano dagli occhi indiscreti dei pagani, l’Eucarestia.

Già da allora per il riposo eterno delle anime dei defunti, veniva celebrata l’Eucarestia, si innalzavano preghiere, si compivano opere buone e si pregavano le stesse anime, perché venissero in aiuto di coloro che erano ancora in cammino verso l’eternità.

La sepoltura dei cristiani era chiamata “depositio “, cioè “deposito” riferito a qualcosa di temporaneo. Il termine “deposito” era, secondo il diritto romano, l’opposto di “donatio “, cioè donazione, quando una cosa veniva data per sempre.

Sant’Agostino, qualche tempo dopo, approfondendo la riflessione sull’utilità delle preghiere per i defunti, afferma:
“Non vi è motivo, tuttavia, di dubitare che le anime dei defunti non traggano sollievo dalle preghiere dei congiunti ancora in vita, quando viene offerto per loro il Sacrificio del Mediatore o vengono distribuite elemosine in chiesa. Queste opere, però, servono soltanto a coloro che, da vivi, hanno meritato… Anche se alcuni saranno salvati per mezzo del fuoco (nel Purgatorio), tale fuoco sarò più terribile di tutto quanto un uomo possa patire in questa vita “.

Sant’Agostino, inoltre, sviluppa la concezione che la preghiera di intercessione non avviene soltanto in direzione ascendente (cioè dai vivi ai morti), ma anche in senso inverso:
“Tutti siamo peccatori; tutti conduciamo una vita nella qule si può peccare; da questa vita tutti noi ce ne dovremo andare. Giacché Dio sarò tanto misericordioso con te, quanto tu sarai stato misericordioso con il prossimo; tanto riceverai nell’altra vita, quanto dai nella presente.
Prega dunque per i defunti, affinché quando saranno nella vita eterna non dimentichino di pregare per te…”. (Sermone 44)

 

DUE CONCEZIONI SOSTANZIALMENTE IDENTICHE
Il pensiero cristiano, guidato dalla Chiesa, giunse alla formulazione esplicita della dottrina sul Purgatorio su una duplice direzione: “purificazione” ed “espiazione”

Tanto in Oriente, come in Occidente, dalle origini fino ad oggi, tutti i teologi sono stati concordi nell’affermare il valore delle preghiere, delle buone opere e soprattutto del Sacrificio Eucaristico

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