LA LITURGIE DELLE ORE

La liturgia delle Ore è la preghiera “ufficiale” della Chiesa Cattolica. La “Liturgia delle Ore” è secondo la stessa Chiesa partecipazione sacramentale alla preghiera personale di Gesù Cristo: egli continua, incessantemente, a pregare e lodare il Padre nella preghiera della Chiesa.

A livello di contenuti è basata soprattutto sui salmi e sulla lettura della Parola di Dio.

A livello strutturale si articola in varie ore canoniche. Le due ore principali sono:

– le lodi mattutine, che si celebrano all’inizio della giornata;
– i vespri, che si celebrano alla sera, solitamente all’imbrunire o prima di cena.
Comprende anche altre ore minori:

– l’Ufficio delle letture (un tempo detto mattutino), che non è legato ad un’ora prestabilita ma può essere celebrato in qualunque ora della giornata, e che è caratterizzato da una lettura biblica lunga e da un’altra lettura tratta dai Padri della Chiesa;
– l’Ora media (Terza, Sesta e Nona che corrispondono alle 9, alle 12 ed alle 15)
– la Compieta (prima di andare a dormire).
È articolata in un ciclo di quattro settimane (il salterio), nel quale si recitano quasi tutti i salmi. Invece lo schema della Compieta è articolato su una sola settimana.

La preghiera delle ore La liturgia delle ore La liturgia delle Ore Liturgia delle Ore (vol. unico)

Storia

La Liturgia delle ore trae la sua origine dal precetto di Gesù di pregare senza interruzione (Luca 18,1; 21,36; 22,40; cfr. 1Tes 5,17; Ef 6,18).

In ambito monastico nacque quindi l’usanza di riunirsi, in vari momenti della giornata, per pregare insieme. Con la riforma di san Benedetto viene codificata espressamente per i monaci la celebrazione in varie ore della giornata secondo il conteggio dei Romani.

Le ore diurne erano quindi Lodi (all’alba), Prima (circa alle 6), Terza (alle 9), Sesta (alle 12), Nona (alle 15) e Vespri (al tramonto). La preghiera prima di coricarsi era detta Compieta.

Di notte la tradizione delle Vigiliae (i turni di guardia delle sentinelle) dette vita ai tre notturni, riuniti poi in un’unica celebrazione detta mattutino. Alcuni ordini monastici celebrano ancora oggi l’Ufficio delle letture nel cuore della notte, interrompendo il sonno.

Dall’ambito monastico, l’usanza di celebrare la liturgia delle ore (allora chiamata Ufficio divino) passò a tutti i chierici. Nel Medioevo, cominciò ad essere usato il termine Breviario, per i libri che contenevano i testi dell’Ufficio, in quanto era originariamente un indice (abbreviazione) dei riferimenti ai brani liturgici da recitare.

La riforma del Concilio Vaticano II, al fine di rendere più semplice la celebrazione per i presbiteri moderni e per i laici, ha eliminato l’ora di Prima; ha concesso la possibilità di recitare il Mattutino a qualsiasi ora cambiandone il nome in Ufficio delle Letture; ha dato la possibilità di recitare una sola delle altre Ore (Terza, Sesta e Nona) chiamandola Ora media; ha ridotto la struttura: i 150 salmi, che prima erano recitati integralmente nel corso di una settimana, sono stati ordinati in un ciclo di quattro settimane. Oltre a queste modifiche, si sono esclusi alcuni salmi detti imprecatorii.

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Struttura

La prima ora che si recita nella giornata, sia essa l’Ufficio delle Letture o le Lodi Mattutine, è preceduta dalla recita del salmo invitatorio con la sua antifona che si ripete tra le strofe.

A parte ciò, ogni ora si apre con un versetto (“O Dio, vieni a salvarmi” – “Signore, vieni presto in mio aiuto”, tratto dal salmo 69), a cui segue il Gloria al Padre.

Viene poi un inno, tratto dalle composizioni poetiche di origine ecclesiale.

Si continua quindi con la recita di tre salmi:

– Nelle ore maggiori i salmi sono scelti in maniera che si adattino al corrispondente momento della giornata.
– Nelle Lodi Mattutine al secondo posto c’è un cantico dell’Antico Testamento, mentre nei Vespri al terzo posto c’è un cantico del Nuovo Testamento.
– Nell’Ufficio delle Letture si recita spesso un solo salmo più lungo ripartito in tre parti.
– Nell’Ora Media al primo posto c’è molti giorni una sezione alfabetica del Salmo 118. Inoltre sono situati in questa ora i cosiddetti salmi processionali.
– Nella Compieta c’è un solo salmo (due nello schema del sabato e in quello del mercoledì).
Ogni salmo o parte di salmo è introdotto da un’antifona che ha la funzione di orientare la preghiera al contenuto del salmo. L’antifona si recita di nuovo alla fine dello stesso salmo.

Ai Salmi segue una lettura biblica breve (nella maggioranza delle ore) o lunga (nell’Ufficio delle Letture) con il suo responsorio.

Nelle ore maggiori (lodi e vespri) appare poi un cantico tratto dal Vangelo:

– il Benedictus o Cantico di Zaccaria nelle Lodi;
– il Magnificat o Cantico della Beata Vergine Maria nei Vespri.
Nell’ora di Compieta è inserito inoltre il Nunc dimittis o Cantico di Simeone. Il cantico è introdotto e seguito dalla sua antifona.

Infine le Lodi si concludono con un gruppo di invocazioni, e i Vespri con le corrispondenti intercessioni, a cui fa seguito il Padre nostro. Tutte le ore terminano con l’orazione finale.

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